Gli alunni della classe II E a.s. 2023-2024 hanno realizzato dei brevi video di sintesi dei primi argomenti di storia del nuovo anno scolastico.
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venerdì 27 ottobre 2023
martedì 26 gennaio 2021
Per non ripetere gli stessi errori
La nostra alunna, Rebecca Sposito della classe III C, guidata dalla prof.ssa Marmo Marina, ha realizzato un ipertesto sull'ideologia nazista. L'ipertesto non va letto in ordine sequenziale ma, essendo costituito da un insieme di elementi, pagine di testo o link multimediali, collegati tra loro da legami logici, può essere letto secondo l'ordine scelto dal lettore. L'ipertesto della nostra alunna permette al lettore di esplorare e conoscere in modo chiaro e completo l'ideologia nazista. Brava, Rebecca!
E' possibile consultare l'ipertesto cliccando qui
mercoledì 25 novembre 2020
Immagini interattive: i viaggi di scoperta
Una simpatica immagine interattiva per ripetere i viaggi di scoperta.
giovedì 30 gennaio 2020
giovedì 31 gennaio 2019
#unamostraperricordare
Noi alunni di I B, lavorando in gruppo, abbiamo
realizzato, per la mostra sulla Shoah, 4 cartelloni.
Nel primo cartellone abbiamo riportato
delle immagini del campo di concentramento di Terezin con la famosa scritta
“Arbeit macht frei” ovvero “Il lavoro rende liberi” che sintetizza in modo
beffardo le menzogne dei campi di concentramento. Nelle altre due immagini
abbiamo riportato com’è Terezin oggi: vi sono due campi di rose, uno con una
grande Stella di Davide, simbolo degli ebrei, e l'altro con una alta Croce di
legno in mezzo ad un numero totale di poco più di 2000 tombe.
Nel secondo cartellone abbiamo raccontato
il terribile inganno di Terezin: il campo fu ispezionato da due delegati
svizzeri della Croce Rossa Internazionale e due rappresentanti del governo
Danese. Si cominciava a parlare degli orrori dei campi di concentramento, e in
particolare il governo danese premeva per conoscere le condizioni dei 466 ebrei
danesi deportati a Terezín nell’ottobre del 1943. I tedeschi non poterono
rifiutare la visita perché avrebbero destato forti sospetti. Così i nazisti
cominciarono ampi miglioramenti del ghetto in preparazione della visita della
Croce Rossa: furono aperti dei negozi, perfino un caffè, costruiti un parco
giochi per bambini, un auditorium per la musica, piantati alberi e fiori.
Insomma prepararono una grande messinscena.
Nel terzo cartellone abbiamo spiegato
perché Terezin era detto il campo dei bambini e degli anziani. La ragione della
presenza va trovata nel fatto che in questo luogo furono internate intere
comunità, composte da ebrei di entrambi i sessi e di tutte le età. Ogni gruppo
di bambini viveva in una stanza (chiamata Heim, cioè casa) che costituiva una
specie di unità sociale separata. I piccoli erano educati all’autonomia. Gli
anziani ebrei invece erano presenti perchè furono imbrogliati dai nazisti, che
avevano promesso loro un tranquillo soggiorno presso le terme di Terezín.
Nel quarto e ultimo cartellone infine
abbiamo riportato una poesia che ci ha molto commosso. La poesia intitolata
“Nostalgia della casa”, è stata scritta da un bambino di Terezin, il cui unico
desiderio era di poter tornare un giorno nella sua piccola casa.
Gli alunni di I B
#unamostraperricordare
Noi alunni di III F, lavorando in gruppo, abbiamo
realizzato per la mostra sulla Shoah, 6 cartelloni.
Molte persone, durante
l’Olocausto, hanno combattuto il male con il bene; hanno aiutato centinaia di
ebrei mettendo a rischio la propria vita. Tali persone hanno avuto il riconoscimento
di Giusti tra le Nazioni. Ci siamo soffermati su 6 Giusti italiani.
Nel primo cartellone ci siamo soffermati su
Giorgio Perlasca che si finse ambasciatore spagnolo per aiutare gli ebrei.
Nel secondo cartellone ci siamo soffermati
sul famoso ciclista Gino Bartali che nascondeva nel manubrio della sua
bicicletta falsi documenti di cui potevano servirsi gli ebrei per mettersi in
salvo.
Nel terzo cartellone abbiamo presentato
Carlo Angela, padre di Piero Angela e nonno di Alberto. Carlo Angela fu
direttore sanitario in una clinica psichiatrica, falsificò le cartelle cliniche
di tanti ebrei per ospitarli nella casa di cura da lui diretta.
Nel quarto cartellone abbiamo presentato
Lorenzo Perrone, muratore nel campo di Auschwitz, aiutò lo scrittore Primo Levi
a resistere nel campo di concentramento portandogli cibo per sfamarsi, vestiti
per scaldarsi e tenendo corrispondenza con la famiglia di Primo Levi.
Nel quinto cartellone ci siamo dedicati a
Giovanni Palatucci, il questore Giusto, che mise in salvo 800 fuggiaschi ebrei
che dovevano essere consegnati alla Gestapo. Palatucci, però, scoperto dalle
SS, verrà arrestato e deportato.
Nel sesto e ultimo cartellone abbiamo
sintetizzato l’opera di bene di Giovanni Borromeo, il medico che inventò il
morbo di K riuscendo così a salvare la vita a più di cento ebrei ricoverandoli
nell’ospedale in cui lavorava con diagnosi finta di morbo di K, presentata dal
medico come una malattia molto contagiosa e pericolosissima. I nazisti,
infatti, temendo un contagio, si tenevano ben lontani dall’ospedale.
Gli alunni di III F
mercoledì 28 novembre 2018
Alunni in cattedra
L'attività svolta ha previsto un'inversione dei ruoli: gli alunni si sono trasformati in insegnanti e hanno preparato delle lezioni sulla prima guerra mondiale. Condividiamo la lezione preparata da Simone Ruotolo della classe III F e il simpatico tg realizzato da Saverio Cerullo e Chiara Velotti della III F
giovedì 18 gennaio 2018
La Prima Guerra mondiale in Power Point
Noi alunni di III E, per completare lo studio della Prima Guerra mondiale, ci siamo recati, insieme con la nostra professoressa, in sala computer per realizzare una presentazione in Power Point al fine di focalizzare l’attenzione sui momenti salienti e le fasi più importanti della Prima Guerra mondiale. Siamo stati divisi in piccoli gruppi e ogni gruppo si è occupato di selezionare immagini e informazioni da inserire nelle slide. L’attività ci ha permesso di consolidare il nostro studio e di creare materiale didattico utile anche ad altri studenti per ripassare velocemente un argomento di storia tanto importante. Potete visualizzare ai seguenti link due presentazioni realizzate: Power Point n. 1 "La Prima Guerra Mondiale" ; Power Point n. 2 "La Prima Guerra Mondiale"
Gli alunni della III E
sabato 28 ottobre 2017
Oggi La Statua della Libertà compie 131 anni
Avete presente la Statua della
Libertà? Intendo quella vera…..! Situata all'entrata del porto di New York, al centro
della baia di Manhattan, è una delle opere più famose al mondo. Il nome completo
dell'opera è “ La Libertà che illumina
il mondo”. É un colosso di ferro e rame alto 94 metri e raffigura la dea romana
Libertas che indossa una lunga veste e sorregge in una mano una fiaccola mentre
nell'altra un libro recante la data del giorno dell’Indipendenza americana (il 4
luglio 1776); ai piedi vi sono delle catene spezzate che sono simbolo della
liberazione dal potere del sovrano e in testa vi è una corona con sette punte
che rappresentano i sette mari e i sette continenti.
Fu realizzata da Frédéric-Auguste
Bartholdi e fu donata dalla Francia agli Stati Uniti in occasione del
centenario dell’Indipendenza dall’Inghilterra. In realtà la statua non fu
ideata e progettata né per gli Stati Uniti in genere, né per New York in
particolare. Fu progettata, per essere utilizzata come faro all'imbocco del
canale di Suez, inaugurato proprio nel 1886, ma per mancanza di fondi l’idea fu
scartata. Bartholdi decise però di riciclare il progetto e presentarlo come
faro che avrebbe illuminato i due
oceani, Atlantico e Pacifico, avendo saputo che si stava progettando l’apertura
dell’Istmo di Panama, ma anche questa idea venne rifiutata.
Alla fine la statua venne donata
agli Stati Uniti; fu trasportata in America nel 1885 con la nave Isére e fu
inaugurata il 28 ottobre 1886, ma subì molte critiche. Sul basamento della
statua fu incisa una frase che invitava i poveri a trasferirsi in America,
considerata terra di libertà, in cui si entrava da "porte d'oro". L'imponenza
della statua, la scritta e lo sviluppo degli Stati Uniti, alimentarono l'idea del "Nuovo
Mondo" e di una terra favolosa pronta ad offrire lavoro e accogliere
tutti. Nella realtà però non fu così infatti gli immigrati che arrivavano in
America si trovavano in condizioni durissime, subivano insulti e venivano
sfruttati. Inoltre gli abiti leggeri della statua stonano con il clima rigido
tipico della città di New York. Qualunque sia la sua storia, dobbiamo
riconoscere che la Statua della Libertà è un’opera imponente e, salendo i 354
gradini, si può godere di una spettacolare vista su New York.
Giulia Papagiovanni e Ileana Proto 3 E
Giulia Papagiovanni e Ileana Proto 3 E
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